Cosa Vedere a Parma

Parma è una città inspiegabilmente poco sfruttata dal punto di vista turistico, ma che offre tantissimi spunti interessanti a livello artistico, culturale, storico, spirituale, nonchè molteplici piaceri per il palato. In questa guida ti spiego come puoi effettuare una visita del centro storico in una giornata.

Il centro storico di Parma può essere comodamente esplorato a piedi: tutti i monumenti che citerò in questa guida sono vicini tra loro, quindi non ti sarà necessario usufruire dei trasporti pubblici per spostarti tra una visita e l’altra. Se decidi di andare a Parma in treno, il centro storico è raggiungibile con 10 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria. Se invece preferisci l’auto, nei pressi del centro puoi trovare diversi parcheggi (attenzione: per la maggior parte a pagamento). In ogni caso, procurati una cartina della città per non perdere tempo e spostarti più agevolmente.

La prima sosta che ti consiglio di fare è in piazza Duomo: qui trovi il Duomo di Parma (una cattedrale romanica al cui interno puoi ammirare la cupola dipinta dal Correggio) e, di fianco, il Battistero (rivestito di marmo rosa e a pianta ottagonale). A pochi passi dal Duomo si trova la chiesa di San Giovanni Evangelista (nella quale puoi ammirare la cupola dipinta dal Correggio e alcuni affreschi del Parmigianino).

Prosegui poi con la visita della camera di San Paolo (con la volta affrescata dal Correggio), della chiesa della Steccata e del Palazzo della Pilotta, che ospita il Teatro Farnese (stupendo teatro realizzato in legno), la Biblioteca Palatina, il Museo Archeologico Nazionale, la Galleria Nazionale e il Museo Bodoniano (se hai a disposizione una sola giornata, opta per la visita di uno solo tra questi musei: ti consiglio la Galleria Nazionale). A pochi passi dalla Pilotta puoi ammirare anche il Teatro Regio, meraviglioso teatro neoclassico che ospita una ricca stagione lirica e concertistica.

Prosegui con una passeggiata in piazza Garibaldi, dove puoi ammirare il municipio e il Palazzo del Governatore e concludi la visita al Parco Ducale, a dieci minuti a piedi da piazza Garibaldi, un meraviglioso giardino alla francese che racchiude il Palazzo Ducale. Mentre ti sposti verso il Parco Ducale, approfittane per fermarti qualche minuto sul Ponte di Mezzo, che collega le due parti della città divise dal torrente Parma ed ammira le casette caratteristiche che si affacciano sul letto del torrente.

Se invece di una giornata puoi fermarti un paio di giorni, ti consiglio di visitare anche il Museo Lombardi (dove si trovano cimeli di Maria Luigia e Napoleone), la Pinacoteca Stuard, la chiesa dell’Annunciata, la chiesa di San Sepolcro e di Santa Maria del Quartiere, la casa natale di Arturo Toscanini e l’Auditorium Paganini.

Per il pranzo, ti consiglio di fermarti in una delle tante trattorie tipiche che puoi trovare nei borghetti del centro e di degustare le specialità caratteristiche della città: un antipasto misto di salumi (prosciutto crudo di Parma, culatello di Zibello, salame di Felino e spalla cotta di San Secondo) e parmigiano reggiano, un primo come i tortelli di erbetta, gli anolini in brodo oppure il risotto alla parmigiana ed infine un secondo come la trippa alla parmigiana, i bolliti misti, la Rosa di Parma oppure le melanzane alla parmigiana. Tutto annaffiato con uno degli ottimi vini locali.

Se decidi di tornare a Parma una seconda volta (o di prolungare ulteriormente il tuo soggiorno) ti consiglio caldamente di visitarne i dintorni, con i suoi innumerevoli castelli: la maestosa fortezza di Bardi, la stupenda reggia di Colorno, il castello di Compiano, l’imponente castello di Torrechiara, il castello di Felino, la rocca di Fontanellato, il castello di Roccabianca, la rocca di Soragna, la rocca di San Secondo, per citare i più famosi. Se hai intenzione di visitare più castelli, ti consiglio di munirti della “card del Ducato”, che ti consente di acquistare il biglietto per ciascun castello a prezzo scontato. Non puoi inoltre mancare di visitare i luoghi verdiani, con la visita alla casa natale di Giuseppe Verdi.

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