Come Funziona la Camera Stereometrica

La camera stereometrica è composta da due camere metriche, macchine in grado di rilevare informazioni metriche, poste sulle estremità di una barra di metallo. Tale camera è anche detta bicamera. Le due camere sono poste in parallelo e perpendicolari alla “base”, termine per indicare la distanza tra i due dispositivi.

Le camere stereometriche cambiano funzione a seconda della lunghezza della base. Sono spesso usate per lo studio delle dinamiche di incidenti stradali oppure per i rilievi architettonici, le camere con base 1,20 m. Grazie alle camere stereometriche con una base lunga 40 cm è possibile il rilevo di soggetti molto piccoli.

La regola generale è che il rapporto tra la lunghezza della base e la distanza del soggetto sia compreso tra 1/5 e 1/20; rispolverando qualche nozione di calcolo algebrico possiamo affermare che una camera da 1,20 m può riprendere soggetti a partire dai 6 m fino ad arrivare ai 24, mentre una camera da 40 cm può rilevare un soggetto compreso tra i 2 e 8 m.

Con il termine formato immagine vengono indicate le dimensioni che avrà l’immagine all’interno della lastra o pellicola. Il formato immagine deve essere necessariamente più piccolo del formato della lastra così, ad esempio, la camera Zeiss SMK 120, con formato lastra 9×12 cm, ha un formato immagine di 8×8 cm

Con il termine focale è invece indicata la distanza che intercorre tra il centro di proiezione e la lastra o qualsiasi altro supporto sensibile usato.

L’angolo di ripresa indica l’angolo entro il quale una camera riesce a catturare un soggetto: in particolare, nelle camere stereometriche, viene fatta differenza tra angolo di ripresa orizzontale e angolo di ripresa verticale. Nel caso la base sia decentrata in verticale, si parlerà di angolo di ripresa verso l’alto o angolo di ripresa verso il basso. In qualsiasi caso, quando si lavora con una camera stereometrica l’angolo di ripresa equivale alla somma dei due angoli di ripresa, uno per camera.