Come Scrivere uno Spartito Musicale

Una piccola ma esauriente guida su come scrivere correttamente uno spartito musicale. Spesso si conosce una melodia (edita o inedita) ma non si sa come riportarla su uno spartito. Seguendo questa guida imparerai a sistemare correttamente le note, con il giusto valore, la giusta velocità e il giusto tempo.

Come prima cosa hai bisogno di un foglio musicale, cioè un foglio su cui sono disegnati dei pentagrammi vuoti. Puoi utilizzare il formato cartaceo come quello elettronico, utilizzando software di scrittura musicale, per esempio Finale, Overture, Cubase. Per prima cosa devi inserire la velocità in bpm alla quale il brano deve essere eseguito. Perciò munisciti di metronomo e individua su di esso la corretta velocità.

spartito

Successivamente devi disegnare la chiave in cui intendi suonare; per facilità disegna una chiave di sol o chiave di violino sul lato sinistro di ogni di pentagramma. Le note vanno posizionate sui righi e negli spazi del pentagramma. Usando la chiave di violino, il nome delle righe sarà, partendo dalla riga più bassa fino alla quinta, MI-SOL-SI-RE-FA; invece gli spazi saranno FA-LA-DO-MI, partendo sempre dal più basso. Quindi memorizza le note della tua melodia e come prima cosa cerca di individuare la loro posizione sul pentagramma.

Ora dovrai occuparti dell’aspetto ritmico del brano. Dovrai dunque stabilire se il tempo di ogni battuta è in 4/4 (il più comune, per il pop e per il rock), in 3/4 (il valzer), 6/8 (musica folk) e indicarlo all’inizio del brano subito dopo la chiave. Una volta stabilito il tempo, dovrai dare un “peso” in termini di valore musicale ad ogni suono e ad ogni silenzio. Perciò ogni nota (o ogni pausa) deve valere di più o di meno in base alla sua durata nella melodia. In questo modo dovrai “riempire” le battute con i valori (4/4, 2/4, 1/4, 1/8, 1/16 etc) in modo che la somma di tutte le figure all’interno della battuta sia pari al tempo che hai indicato all’inizio dello spartito. Alla fine dello spartito, dovrai chiudere l’ultima battuta con 2 anziché una sola stanghetta

Come Schedare un Libro

Nelle Biblioteche sia pubbliche e sia private sono a disposizione degli utenti i cataloghi per autore, per soggetto e anche per Classificazione Decimale Dewey. I cataloghi, sia elettronici ovvero compilati al computer su software specifici o con un data base, sia cartacei ci permettono di individuare velocemente il libro che stiamo cercando. Anche voi potereste però aver bisogno di schedare dei libri di una Biblioteca scolastica, di un Ente di volontariato, di un ospedale o anche della vostra libreria privata. In questa guida vi spiego come si schedano i libri.

Per schedare al meglio un libro e far in modo che sia poi facilmente reperibile sia cercando per autore, sia per soggetto e sia per Classificazione Decimale Dewey, bisogna rispettare alcune semplici regole. Innanzitutto bisogna conoscere le parti del libro, in particolare, quelle che sono citate nelle spiegazioni della schedatura del libro, e che, per semplificare, riporto in questa guida.

libro

Il Frontespizio è la parte posta all’inizio del libro,la più completa che riportata il nome e cognome dell’autore, il titolo ee eventuale sottotitolo (per i libri stranieri anche il traduttore),del libro e la Casa Editrice che ha edito quel libro. Le Alette sono i risvolti della sovra copertina, ovvero è la parte dove sono riportate notizie biografiche sull’autore ed un breve riassunto del libro. Questa parte è necessaria allo schedatore per capire l’argomento del testo da schedare ed attribuirgli così il soggetto o i soggetti più appropriati, la collocazione ovvero la classificazione Decimale Dewey. Il Colophon è la pagina che segue il frontespizio o che chiude il libro dove sono riportate le notizie relative all’edizione ed alla stampa del volume. Il Dorso del libro è la parte che tiene insieme le pagine del volume e dove sono indicati il nome dell’autore, il titolo del libro e la casa editrice e risulta essere la parte che si vede negli scaffali della Biblioteca e dove viene riportato il cartellino con la classificazione Decimale Dewey o CDD. L’occhiello, o Occhietto, è la parte che precede il frontespizio e che contiene tutte le pagine bianche poste prima dello stesso.

Detto questo, iniziamo a schedare un libro. Partite sempre dalle Alette del libro e leggete bene le notizie sull’autore per decidere la nazionalità dello stesso ed il periodo nel quale il libro è stato scritto, procedete quindi con l’attribuzione dei numeri della Classificazione Decimale Dewey. Esempio: se si tratta di un romanzo Italiano del XIX secolo, dovete sapere che la Letteratura Italiana è classificata sotto 850 e, trattandosi del IXI secolo, dovete aggiungere al posto dello 0 il numero 3 e diventa 853, per il periodo dovete aggiungere 91, e quindi la classificazione CDD sarà 853.91.

Per le altre notizie sul libro andate al Frontespizio dove trovate il nome dell’autore, il titolo ed il sottotitolo e la casa editrice. Dalla pagina del Colophon potete rilevare il luogo e l’anno di edizione. Stabilite ora l’argomento del libro e quindi il soggetto o i soggetti da attribuire a libro. Il soggetto non dev’essere troppo generico perché nel catalogo non ci ci siano tantissimi libri con lo stesso soggetto. Se il libro che dovete schedare è un libro sui pappagalli, non potete mettere come soggetto solo Animali, ma aggiungete Pappagalli ed anche Uccelli e Ornitologia che può essere utile a chi cerca tutti i libri sugli uccelli.

Schediamo, ora, insieme il libro: L’uomo che sussurrava ai cavalli di Nicholas Evans. Nelle alette del libro si legge che Nicholas Evans è nato in Inghilterra nel 1950 e dunque è un autore inglese del IXI secolo. Secondo la CDD la letteratura inglese del XIX secolo è classificata sotto 823.91 Dal Frontespizio traiamo le notizie principali ovvero nome dell’autore, titolo del libro, casa editrice Rizzoli, ed inoltre, il nome del traduttore Stefano Bortolussi. Dal Colophon rileviamo il luogo di edizione, il numero di questa edizione ed il codice ISBN. Misuriamo ora il libro partendo dal frontespizio, e non dalla copertina, lunghezza e larghezza ed abbiamo: 22×13 cm.; le pagine del libro sono 392 escluso l’indice del libro. Come soggetto diamo il nome e cognome dell’autore, Letteratura inglese del XIX secolo e romanzi inglesi del XIX secolo.

Sia che il libro venga schedato con un software apposito, sia che schediate servendovi di un da base impostato da voi e sia che decidiate di fare la schedatura manuale usando le apposite schede che si trovano in tipografia, il libro così schedato si troverà facilmente. Per organizzare uno schedario dei libri di casa vostra, potete anche utilizzare i cartoncini dei biglietti da visita, quelli in formato piccolo. Il libro schedato si troverà facilmente, tra tutti i libri di una Biblioteca, consultando il catalogo per autori, il catalogo per soggetti ed anche il catalogo per classificazione CDD.

Come Distinguere i Pronomi Indefiniti in Francese

I pronomi indefiniti presentano vari significati. Essi, infatti, possono rappresentare un’unità, una quantità o una pluralità indefinita. In francese sono solamente due ossia personne rien, mentre in italiano sono numerosi è risulta essere possibile trovare un elenco completo in questo articolo su questo blog. Il primo è utilizzato per indicare quantità nulle riferite a persone mentre il secondo a cose.

Personne esprime una quantità nulla riferita a persone, mentre “rien” esprime una quantità nulla riferita a cose.In italiano, questi pronomi corrispondono rispettivamente a “nessuno” e “nulla\niente”. Entrambi devono essere costruiti con la particella “ne”. Ex: Personne n’a téléphoné; ça ne fait rien!

Nelle frasi ellittiche, cioè in assenza del verbo, “ne” si omette. Ex: Qu’est-ce que tu as? Rien; Quelqu’un m’a cherché? Non,personne. Personne e rien possono svolgere entrambi la funzione di: 1.soggetto. Ex: Personne ne sait répondre; Rien ne l’ intéresse. 2.complemento oggetto diretto. Ex: je n’ai vu personne; Non, merci, je ne prends rien. 3.complemento oggetto indiretto.Ex: Il n’a téléphoné à personne; ça ne sert à rien.

Occorre fare attenzione alla posizione di “rien”, quando è un complemento oggetto diretto. Se la forma verbale presenta un infinito, rien recede l’infinito. Ex: Il ne veut rien manger. Se la forma verbale è al passato prossimo rien precede il participio passato.

Come Preparare Zuppa di Carciofi e Farro

Oggi vediamo come preparare una zuppa di carciofi e farro.

Ingredienti

carciofi, 2

peperoncino fresco

cipolla, una piccola

farro

ceci

dado vegetale

olio

sale, pepe

Preparazione

Iniziamo la nostra zuppa prendendo una pentola con i bordi alti e preparando il soffritto con la cipolla che avrete precedentemente tritato ed un filo di olio.

Aggiungete quindi il farro e tostatelo per qualche minuto. Abbassate la fiamma e versate dentro la pentola mezzo litro di acqua e i ceci. Aggiustate con il sale, pepe e dado vegetale e coprite con un coperchio.

Nel frattempo preparate i carciofi: lavateli bene, eliminate le foglie più dure, le spine e il fieno. Tagliatele in tanti piccoli pezzetti e versateli dopo circa 30minuti nella pentola dove stanno cuocendo i legumi. Ricordatevi di mescolare di tanto in tanto per evitare che si attacchino alla pentola e di aggiungere dell’acqua se quella che avete messo non è abbastanza.

Tritate il peperoncino fresco e aggiungetelo alla vostra zuppa. Attendete che l’acqua si sia quasi del tutto asciugata e insaporite il tutto con un filo di olio.

Come Scegliere Rullante in Metallo

l rullante può essere considerato insieme alla cassa come la voce della batteria. La scelta di utilizzare un determinato strumento piuttosto che un altro dipende essenzialmente dal gusto e dallo stile musicale personale. Questa guida in particolare ti indica quelle che sono le principali differenze dei rullanti a partire dal tipo di metallo impiegato per la loro costruzione.

Innanzitutto va subito specificato che, per costruire un rullante, non esiste un metallo superiore rispetto ad un altro; a tal proposito basta pensare che Dunnett, uno dei marchi più prestigiosi in questo campo, produce tra i modelli di punta un rullante in accaio, lo stesso metallo impiegato nella realizzazione di strumenti di poco valore.

rullante

Ciò che è vero è che i metalli producono delle sonorità differenti.
Cominciamo proprio dall’accaio, il suono prodotto copre un ampio raggio di frequenze, ha un grande attacco, un ottimo volume ed un suono chiaro e brillante. Stesso dicasi più o meno per quanto riguarda l’alluminio.
La caratteristica del rame è invece quella di produrre un suono molto asciutto con pochissimi armonici.

Il suono del bronzo è simile a quest’ultimo, con una maggiore dose di frequenze basse ed un suono complessivo più caldo.
L’ottone invece produce un suono più acuto rispetto al bronzo, con una maggiore concentrazione di armonici ed una nota nel suo complesso più squillante.

Da qualche tempo inoltre viene utilizzato il titanio: i fusti in questione sono leggerissimi e producono una nota chiara e molto ben definita. Il loro prezzo è molto elevato ma sono scelti da numerosi musicisti professionisti.