Come Scegliere un Clarinetto

Il clarinetto è uno degli strumenti a fiato più conosciuti. Rientra nella numerosa famiglia dei legni. Prima di comprarne uno dovete capire se realmente avete il tempo e la pazienza di dedicarvi allo studio. Il clarinetto infatti non è tra gli strumenti più economici.

Tanto per iniziare non comprate mai un clarinetto di seconda mano, nemmeno se siete principianti. E’ bene abituarsi al proprio strumento e padroneggiarlo sin da subito. Scegliete quindi negozi specializzati e diffidate delle vendite on line. Il clarinetto è uno stumento costoso, quindi è facile cadere nella tentazione di risparmiare qualche euro.

clarinetto

Diffidate dagli sconti eccessivi; sicuramente nascondono qualche inconveniente. Soprattutto se siete principianti fatevi accompagnare in negozio da qualcuno più esperto di voi, preferibilmente dal vostro insegnante. Provate il clarinetto. Se state iniziando adesso ad imparare comprate un modello da studio, ma sempre di buona qualità.

I clarinetti da studio in genere sono costruiti in plastica. Se siete già pratici dello strumento e magari volete sperimentare altre tipologie di suoni allora, soltanto in questo caso, potreste acquistare un clarinetto di seconda mano. Nuovamente il consiglio è quello di scegliere uno strumento di marca.

A parte acquistate sempre un buon bocchino (dalla qualità di quest’ultimo dipende la qualità del suono). Importante è anche la custodia. In genere questa viene venduta insieme allo strumento. Fondamentale è la qualità dell’imbottitura. La custodia inoltre dovrebbe essere ergonomica e abbastanza comoda, deve proteggere e mai pressare il clarinetto.

Come Preparare Pane con Orzo

In cucina il segreto per un’alimentazione corretta parte sicuramente dal controllo degli ingredienti, che noi stessi selezioniamo con attenzione e quindi il risultato non può essere che il più genuino possibile.

Questo è anche il trucco per controllare l’eccesso di calorie nella dieta, e stare a regime, ma senza rinunciare a troppo. Oggi dunque, dopo avere visto come si prepara il buonissimo pane al sesamo, impariamo un’altra versione molto sfiziosa e anche leggera. Ecco come fare il pane con orzo con la ricetta facile.

orzo

Gli ingredienti
200 gr di farina d’orzo
250 gr di farina integrale
20 gr di lievito di birra
olio extra vergine di oliva, 2 cucchiai
un pizzico di sale
acqua tiepida q.b.

Come si prepara
Prima di iniziare, è importante sapere che oggi sono disponibili elettrodomestici per automatizzare la preparazione. Relativamente a questi dispositivi è possibile vedere questo blog sulla macchina del pane. In questa guida viene invece utilizzato il forno.

Fate una fontana su una spianatoia con le due farine. Nel mezzo aggiungete un pizzico di sale, l’olio d’oliva e lentamente versate un mezzo bicchiere di acqua tiepida dove avete fatto sciogliere precedentemente il lievito di birra. Iniziate ad impastare (aggiungete ancora acqua se l’impasto è troppo dura) e continuate ad impastare vigorosamente fino a quando non avrete ottenuto una panetta compatta e omogenea.

Lasciate riposare l’impasto in forno in una terrina coperta da un canovaccio per tutta la notte. La mattina riprendete l’impasto e date la forma che desiderate. Accendete il forno e fatelo scaldare a 200 gradi. Adagiate il pane sulla teglia oleata, e infornate per 40 minuti.

Come Fare i Pomodori Canditi

Il pomodoro è uno di quei frutti che mi fa pensare all’estate. Per questo e per il suo colore vivace, tende a mettermi sempre di buon umore.

Oggi vi vorrei proporre una ricetta che va benissimo sia come antipasto, che come contorno. Vista la sua semplicità, la può fare davvero chiunque. Il successo è assicurato.

pomodoro

Ingredienti
pomodori maturi e grossi, 4
zucchero, 2 cucchiai
sale, pepe, olio

Preparazione
Iniziamo la nostra semplicissima ricetta facendo bollire in un pentolino dell’acqua; immergete poi i pomodori per un minuto (non di più, altrimenti si cucinano) e poi sbucciateli.

Prendete una teglia avvolta dalla carta forno dove avrete precedentemente versato un filo di olio e posizionateci sopra i pomodori tagliati a spicchi. Date una spolverata con lo zucchero, il sale e il pepe. Mettete a cuocere il tutto nel forno preriscaldato a 250° per una mezz’oretta. Una volta pronti, lasciateli raffreddare prima di servire in tavola.

Come Scegliere un Editore

Tra le tante case editrici italiane quale scegliere per proporre il proprio manoscritto. Dove reperire un elenco degli editori? Quali sono gli editori che accettano autori esordienti?

Vorrei presentare la mia opera ad un editore, ma a chi? La prima cosa da fare è procurarsi un elenco di tutti gli editori italiani (reperibile in internet) e iniziare ad acquisire informazioni sulle loro linee editoriali. (Inutile proporre una raccolta di poesie ad un editore che non si occupa di questo genere).
Una volta raccolti i dati (anche dai loro siti internet) possiamo dividere gli editori in due categorie: quelli con richiesta di contributo e quelli “tradizionali”.
Se l’editore specifica che per i nuovi autori o gli esordienti richiede un contributo, non illudiamoci di essere così bravi da rappresentare l’eccezione alla politica aziendale e di poter pubblicare con lui contravvenendo alla regola generale, quindi se non siamo disposti a investire su noi stessi, è meglio rinunciare a contattare l’editore in questione e concentrarci su quelli che non ci chiedono soldi.

editore

Una volta selezionato uno o più editori che potrebbero essere interessati alla nostra opera, occorre contattarli. A volte il sito personale dell’editore spiega le modalità per presentare nuove opere, quindi ci conviene attenerci alla procedura indicata. Se non viene specificato nulla possiamo contattarlo via e-mail o telefonicamente e chiedere se accettano nuove opere e la modalità per poterle inviare. La procedura non è uguale per tutte le case editrici, quindi ci conviene accertarci si seguire la procedura corretta per evitare di essere scartati a priori.
Se decidiamo di scrivere una lettera di presentazione da allegare al manoscritto è bene non affermare di aver scritto il nuovo best seller o che se ne venderanno sicuramente centinaia se non migliaia di copie, è troppo pretenzioso e può indisporre chi si appresta a leggere e dare un giudizio sul nostro operato. Lasciamo (anche se a malincuore) che sia l’editore a stabilire se sarà o meno un successo editoriale: è il suo mestiere e ha molta più esperienza di noi.

Non dobbiamo meravigliarci se dopo tre/cinque mesi non abbiamo ancora notizie, le valutazioni in tempi brevi sono rare e solitamente sono legate a editori a pagamento.
Dobbiamo essere coscienti del fatto che se un editore decide di pubblicare la nostra opera, non necessariamente se ne venderanno centinaia di copie, potrebbe essere che si riducano a poche decine. Non illudiamoci che pubblicare un romanzo, un saggio ci faccia arricchire o ci permetta di vivere di quello. Di fronte a tanti autori promettenti e ad altrettanti (o più) scarsi, un editore fa una scelta (che non sempre risulta quella giusta) per cui se veniamo scartati con la solita letterina impersonale, proviamo con un altra casa editrice e se il motivo del rifiuto è ben argomentato facciamone tesoro e proviamo a seguire il consiglio per migliorare e riproporsi in un secondo tempo.

Come Scrivere un’Intervista sul Giornale

L’intervista è la modalità più diretta e immediata poichè è la più fruibile e leggibile per il lettore medio. Spesso l’intervista è il modo migliore per un giornalista di far valere le sue abilità di assalto poichè, indipendentemente dalle risposte (che possono contraddire le domande) è un espediente utile a far emergere (senza compromessi) importanti retroscena di un fatto, i cui particolari non potrebbero mai emergere in una conferenza stampa formale. Ma come bisogna procedere per realizzare un’ottima intervista?

Poni al tuo interlocutore domande brevi e concise; è il modo migliore per indurre il lettore a rispondere in modo altrettanto breve ed essenziale. Eviterai inutili giri di parole e poi, quando andrai a trascrivere l’intervista, sarà più facile realizzare un testo breve invece che dilungarti in lunghi preamboli che spesso sforano il numero di battute che ti viene affidato dal responsabile.

intervista

Usa quelle che nel gergo giornalistico si chiamano “paroline di appoggio”. Sono i cosiddetti connettivi testuali come Ebbene, insomma, allora, quindi ma anche elementi tipici del linguaggio gergale e popolare che servono nel parlato a rendere coeso, ad amalgamare e a dare una certa unità al discorso. Nel riportare l’intervista per iscritto le cosiddette paroline d’appoggio servono a rendere l’intervista più colloquiale e quindi più vicina al parlato.

Fai domande puntuali ed inerenti all’argomento senza sfociare in inutili divagazioni rispetto al tema centrale di cui si sta parlando. Difatti le digressioni non sono ammesse in una modalità di scrittura, come l’intervista, che necessita di immediatezza per il lettore. Esse servirebbero soltanto a distrarre l’attenzione dallo snodo fondamentale e ad annoiare irrimediabilmente il lettore.