Come Riparare Soffitto in Cartongesso

Il tuo soffitto di cartongesso si è bucato e non sai come ripararlo? Allora questa è la guida che fa al caso tuo. Ti insegnerò a riparare, in pochi semplici passi, il buco nel soffitto in modo che torni come nuovo, non aver paura di sbagliare ti basterà seguire la guida e ti verrà semplicissimo.

Occorrente
Un Pezzo di cartongesso di 2.5cm (largo più del buco)
Una cordicella di 15 cm
Un chiodo
Stucco per cartongesso
Carta vetrata

Come prima cosa dovrai tagliare un tassello di cartongesso un pò più largo del buco da riparare. Una volta che lo hai tagliato devi praticare un foglio al centro di questo tassello e fargli passare la cordicella all’interno. Nel lato color avorio del pannello lega la cordicella al chiodo in modo che la corda anche se tirata non esca.

Adesso applica dello stucco per cartongesso attorno ai bordi del tuo tassello nel lato grigio (quello che si vede dall’esterno). Una volta che il tassello è preparato fallo passare nel foro da riparare, facendo in modo che la superfice con lo stucco si appoggi sul pannello. Usa la cordicella per tirare il cartongesso contro il foro, tira bene e lascia asciugare lo stucco.

Una volta che lo stucco si è ben asciugato non ti resterà che completare la riparazione con lo stucco. Applica lo stucco sulla riparazione in modo da riempire il dislivello. Quando lo stucco è quasi asciutto, taglia la cordicella e aggiungi un ultimo strato di stucco per livellare bene. Lascia asciugare lo stucco e leviga in seguito la superficie con la carta vetrata.

Come Riparare un Pallone di Cuoio Bucato

Il pallone è sempre stato l’oggetto di desiderio dei piccoli e dei grandi. Basta regalare un pallone a un bambino per farlo felice. I palloni in commercio sono di svariati tipi: plastica, tela, cuoio. Quelli in cuoio, nello specifico sono professionali, ma i bambini riescono comunque a distruggerli bucando la camera d’aria interna. Ecco come intervenire.

Quando vi accorgete che il pallone di cuoio rimane sgonfio nonostante voi proviate a gonfiarlo, evidentemente la camera d’aria interna al pallone si è bucata o comunque perde aria. Quindi la prima cosa da fare è quella di procurarsi un paio di forbici robuste. Adesso dovete posizionarvi nella toppa del pallone in cui è presente la presa di gonfiaggio.

A questo punto, prendete un coltello e tagliate i bordi della toppa in cui è presente la cucitura di corda. Aiutatevi con le forbici per riuscire a ritagliare la toppa lasciando un lato attaccato al pallone. Fate attenzione a non rovinare le altre toppe cucite del pallone stesso. Vi accorgerete che la camera d’aria è unita alla vostra toppa tramite la presa di gonfiaggio.

Tagliate quindi la camera d’aria nel punto in cui è unita alla toppa del pallone e uscite completamente l’intera camera d’aria dal pallone. A questo punto, potete decidere di acquistare una nuova camera d’aria come quella precedentemente presente, oppure, prendete un pallone super leggero (super tele), e sgonfiatelo completamente.

Cospargete di borotalco il pallone appena sgonfiato e infilatelo dalla toppa tolta, dentro il pallone di cuoio facendo attenzione a lasciare il beccuccio per il gonfiaggio nella parte della toppa precedentemente tagliata. Dopo aver sistemato per bene la camera d’aria, gonfiate lentamente la stessa e cucine completamente la toppa di cuoio facendo attenzione a non bucare la camera d’aria sottostante.

Come Riparare Pavimento in Cemento

In un pavimento di cemento le crepe sono in genere superficiali. Se disponete di sabbia e cemento utilizzati precedentemente ma ancora in buone condizioni, potete usarli per ottenere una miscela di malta. Se non ne avete, comprate un sacco di malta miscelata a secco, da mescolare con acqua.

Occorrente
Attrezzatura necessaria
Spazzola e paletta per la spazzatura
Guanti da lavoro
Occhiali di protezione
Mazzetta
Scalpello a freddo
Pennellino
Secchio
Cazzuola
Listello di legno (se necessario)
Materiali
PVA
Cemento e sabbia o malta miscelata a secco

Per ispezionare il danno, eliminate lo sporco e i detriti con una spazzola. Indossando guanti, da lavoro e occhiali di protezione, usate mazzetta e scalpello a freddo per aprire la crepa formando una V rovesciata (con la punta della V sulla superficie superiore della crepa). In questo modo la malta farà presa sul cemento con maggior facilità.

Con un vecchio pennello, applicate sulla crepa uno strato di PVA, che favorirà l’adesione della malta alla superficie. Seguite le istruzioni della casa produttrice per diluire l’adesivo. Con una cazzuola mescolate una parte di cemento con tre parti di sabbia miscelata con PVA diluito (anche in questo caso, seguite le istruzioni della casa produttrice).

La miscela deve essere cremosa e densa: è meglio farla più solida che liquida. Con una cazzuola premete la malta nella crepa. Livellate con la punta della cazzuola. Lasciate asciugare tutta la notte e poi spazzolate per togliere le impurità. Se la crepa è ampia, invece di usare la cazzuola per livellare la superficie servitevi di un listello di legno, muovendolo verso di voi.

Come Preservare i Mobili Antichi in Legno

La maggior parte di noi ha in casa mobili antichi in legno. Il valore di questi complementi d’arredo varia di molto, a seconda della fattura e dell’epoca, ma è anche spesso legato a fattori affettivi e di tradizione. Spesso questi mobili sono già stati sottoposti ad un attenta fase di restauro, ma è bene prendere piccoli accorgimenti per mantenerli in stato di salute e integrità.

Il legno è molto sensibile alle variazioni di temperatura e di umidità. Il cambiare i di queste due caratteristiche dell’ambiente, può comportare a sua volta variazioni di volume dell’essenza e quindi compromettere le caratteristiche del mobile. Per questo è bene che il luogo in cui si trova il mobile abbia una temperatura più o meno costante, sia asciutto o comunque poco umido, e sia ben aerato.

Risulta essere buona norma utilizzare una cera adatta al legno ed effettuare un trattamento sul mobile almeno una volta all’anno. La cera, oltre a pulire il legno dalle incrostazioni e dalla polvere (e quindi a renderlo più lucido), nutre il legno e dona elasticità alle fibre, in questo modo si prevengono le fessure e le lesioni che oltre ad essere antiestetiche possono compromettere la funzionalità del mobile.

Bisogna verificare con cadenza regolare che non siano presenti tarli nel legno. I tarli sono insetti che mangiano il legno, e poi ne escono lasciando piccolissimi fori che vengono definiti “di sfarfallamento”. Molti mobili antichi presentano questi forellini, in quanto è probabile che nel corso degli anni siano stati oggetto di un attacco di tarli, ma è bene verificare che non ve ne siano. Per far questo basta controllare questi forellini con una lente d’ingrandimento: se i fori sono ben definiti, con i bordi netti e puliti, allora è molto probabile che vi siano dei tarli attivi nel legno. Se invece i fori risultano avere contorni irregolari, e magari presentano depositi di povere, allora sicuramente i tarli hanno abbandonato da tempo il mobile.

Infine è bene cercare di ridurre il più possibile gli urti e i graffi, e per questo è consigliabile proteggere il mobile con un panno ed evitare di metterlo in contatto con sostanze che potrebbero macchiarlo (anche il vino, per esempio). Inoltre è buona norma oliare eventuali cerniere, il cui cattivo funzionamento potrebbe sottoporre le fibre del legno a sforzi sbagliati che potrebbero comprometterle.

Interruttore Magnetotermico che non Interviene – Cosa Fare

Qualche giorno fa stavo seguendo una dialogo tra due persone e una di queste due non riusciva a spiegarsi perchè pur avendo messo involontariamente in cortocircuito due cavi elettrici sotto tensione, non fosse intervenuto il magnetotermico.

L’amico a quel punto sentendo la sua storia, cercava di aiutarlo a trovare una spiegazione a ciò che era successo, con motivazioni anche plausibili, quando ad un certo punto il primo interlocutore lo interruppe dicendogli che aveva successivamente, con una forbice da elettricista, provato a fare nuovamente cortocircuito, questa volta volontariamente, per vedere se il magnetotermico sarebbe intervenuto.

L’amico chiese dunque quale era stato l’esito e si sentì rispondere che dopo qualche scintilla, l’interruttore magnetotermico era intervenuto normalmente, anche se aveva ancora dei dubbi sul perchè la prima volta ciò non era accaduto.

Il ragazzo che spiegava questo avvenimento ,so che di mestiere fa l’elettricista, ma adesso so anche che è una persona molto incauta perchè anche se è vero che un magnetotermico, come qualcuno potrebbe sostenere, viene messo per proteggere dai cortocircuiti, io sostengo sempre che provocare volontariamente un cortocircuito per vedere se il magnetotermico interviene, è da incoscienti.

A me personalmente è successo in un paio di occasioni di trovarmi a lavorare con persone alle prime armi che proprio nel dubbio di verificare questa cosa avevano messo in corto i cavi elettrici in tensione e il risultato fu che il magnetotermico prese fuoco, creando panico e scompiglio nell’area circostante, con inoltre il rischio per l’incauto elettricista di prendersi anche una bella scossa (chissa che in tal caso non fosse rinsavito!!).

Per testare gli apparecchi di protezione ci sono sistemi più sicuri e affidabili, ma MAI, MAI, MAI usare la tecnica di mettere in corto i cavi di alimentazione di una presa, di una lampada ecc.. per testare l’organo di protezione, magnetotermico o differenziale che sia, può essere molto pericoloso sia per la propria che per l’altrui incolumità.