Come Fare una Maschera per Pelle Impura

Chi la tendenza ad avere una pelle impura, caratterizzata da pori dilatati ed eccesso di sebo, lo sa bene: la bella stagione, con il suo caldo, diventa un vero e proprio tormento. Il caldo, infatti, tende a dilatare maggiormente i pori che a quel punto, spalancati come fauci, rischiano di riempirsi delle polveri di smog presenti nell’aria e dare vita agli antiestetici punti neri ed ai brufoli. La soluzione è una maschera astringente e purificante. Vediamo insieme come prepararle da sole, con alcuni semplici ingredienti. Vale per tutte le maschere elencate il tenerle in posa sul viso almeno quindici-venti minuti, poi si lavano via con abbondante acqua tiepida. Per una pelle perfetta il trattamento va ripetuto un paio di volte alla settimana.

– Maschera all’argilla e lievito di birra
La base ideale per una maschera per pelli impure è l’argilla, in particolare nelle varietà verde o gialla, caratterizzate da una forte azione. Una volta mescolata l’argilla con l’acqua, si possono aggiungere all’impacco altri ingredienti a funzione astringente, come lo yogurt naturale oppure la polpa di mezza mela. Altra soluzione consigliata è quella di utilizzare il lievito di birra: basterà stemperarne qualche cucchiaino con dell’acqua tiepida e poi applicarlo sul viso.

– Maschera al tea tree oil
Tra gli oli vegetali essenziali il più idoneo a combattere brufoli e punti neri è il tea tree oil. Si trova in erboristeria e in negozi specializzati in cosmetici a base di erbe. Se ne aggiunge qualche goccia ad una comune maschera per il viso, oppure, in caso di emergenza, si può utilizzare puro, tamponando con un batuffolo di cotone le zone più interessate dalle imperfezioni.

– Maschera alle prugne nere
Si prepara un decotto di prugne nere facendone bollire la polpa fino a quando non si sarà disfatta. Si amalgama il composto con qualche goccia di olio essenziale dal potere astringente e si stende sul viso.

Si tratta di maschere semplici da preparare.

Come Scegliere Legna da Ardere

Il fuoco, una delle più grandi bellezze della natura, dopo milioni di anni viene ancora sfruttato ed ammirato dall’uomo per le sue innumerevoli qualità. Il riscaldamento con la legna da ardere, infatti, è ancora oggi il più diffuso e il più apprezzato. Ma gli amanti dei forni con stufa, del fascino dei caminetti e dei falò sulla spiaggia, sanno davvero scegliere la legna giusta?

Il fuoco, nonostante la sua temibile pericolosità, riesce instancabilmente ad ipnotizzarci, soprattutto quando è in un bel caminetto acceso pieno di brace, di fiammelle e scintille che danzano e si alzano in volo. Tutto merito della legna, il combustibile per eccellenza che, riscaldato, arde e riscalda, cuoce, scioglie, affascina. Ma il tipo di legna che il nostro caminetto “mangia” è tutta uguale? Assolutamente no. E allora il primo passo consiste nel conoscere i tipi di legna. Non tutti, naturalmente, ma i più diffusi nel nostro Paese ed i più utilizzati. Essi sono: il legno di Quercia, il legno di Faggio, il legno di Abete, il legno di Castagno, il legno di Betulla, ma anche il legno di Larice, di Pioppo, di Ciliegio, di Pino, di Olivo, ecc. Tra questi, quali sono quelli più adatti per fare il fuoco?

1°posto: il legno di Quercia. Esso è sicuramente tra i migliori. Ne esistono di vari tipi, i più comuni sono il Rovere, il Cerro, il Leccio, la Farnia. Essendo compatto, brucia molto lentamente e mantiene il focolare acceso, seppure non con molta fiamma, anche per diverse ore.
2°posto: il Faggio. Anch’esso è un ottimo combustibile, compatto e pesante, duro e selvatico, insieme al legno degli alberi da frutto (solo se molto essiccato), che, tra le altre cose, mentre arde diffonde anche un buon profumo.
3°posto: incredibile ma vero, il legno di Castagno. Esso è un ottimo combustibile, a differenza di quanto sostengono le leggende popolari. Certo, questo non vale per chi ha caminetti “aperti” (in quanto questo legno lancia dei piccoli lapilli), ma in questi ultimi anni è un legno molto rivalutato riguardo al suo uso in termo-stufe e termo-camini. Ottimo prezzo, ottima fiamma e caloria.

Naturalmente, ogni buon appassionato del fuoco ha la sua legna d’eccezione, ma ricordatevi che non tutti i tipi di legna sono uguali e, per trovare il tipo migliore, è bene sempre provarli tutti. Preferibili sono i tipi duri e pesanti. Va bene la legna secca, ma non troppo. Ovviamente, se si deve tagliare la legna, è necessario uno spaccalegna manuale per romperla. Inoltre, la mia raccomandazione, nonostante possa sembrare scontata, è di fare attenzione a non bruciarsi mentre si accende un fuoco e mentre il fuoco arde.

Come Fare un Fiore a Due Punte con i Tovaglioli

In questa guida, vi darò alcuni consigli per abbellire le vostre tavole vestite a festa. Potrete piegare i tovaglioli dei vostri ospiti in maniera elegante e raffinata, sicuramente originale. Leggete attentamente la guida e scoprirete quanto è facile essere originali!

Stendete il tovagliolo davanti a voi sul tavolo con il rovescio verso di voi. Piegate quindi, il tovagliolo a metà verso l’alto. A questo punto, prendete l’angolo in alto a sinistra e lo piegate in diagonale verso il basso fino al centro del rettangolo, quindi procedete con l’altro angolo in maniera speculare, ovvero, prendete l’angolo di destra in basso e lo piegate in diagonale verso l’alto fino al centro.

Ottenuta la figura di parallelepipedo, voltate il tovagliolo e teniamo come base il lato più lungo. Piegate, quindi, il tovagliolo orizzontalmente, portando il lato superiore su quello inferiore. Comparirà a sinistra un triangolo. Liberate quindi, anche anche il triangolo nascosto sotto la piegatura della parte destra del tovagliolo.

Inserite l’angolo di sinistra nella tasca formata dal triangolo di destra. Voltate adesso il tovagliolo. Inserite adesso l’angolo di sinistra nella tasca di destra. Otterrete quindi due punte. A questo punto non resta altro che dargli la forma e metterlo in piedi sulla tavola. Ecco pronto il fiore a due punte.

Come Eseguire e Scegliere il Coronamento del Muretto di Mattoni

Il coronamento, che forma il corso superiore del muretto, vi permetterà di proteggere la muratura dagli agenti atmosferici e la rifinirà. Dovrete definire questo elemento solo sul corso superiore, a filo delle due facce del muretto. In questa guida vi spiego come procedere. Il lavoro non è difficoltoso, ma dovete essere molto precisi.

La cosa fondamentale che devi tener presente è che devi posare i mattoni di finitura sopra l’ ultimo corso di quelli del muro tenendoli con il lato perpendicolare alle facce della parete. Per quanto riguarda la scelta del materiale, usa pure i mattoni che hai utilizzato per la costruzione del muro. Se invece vuoi creare uno stacco cromatico, utilizza la varietà pressata, che permette inoltre una maggiore impermeabilità.

Se devi rifinire un muretto interno da giardino piuttosto basso, invece che i classici mattoni, scegli una lastra di calcestruzzo o anche di pietra naturale. Nelle posizioni esterne, ti consiglio di posare un ulteriore strato impermeabile tra la lastra e l’ ultimo corso di mattoni. Usa il comune feltro bitumato, che provvederai a fissare ai mattoni con il normale letto di malta e cemento. Sopra esso metti altra malta e poni la lastra di di coronamento.

Una ulteriore soluzione che puoi adottare è quella di rifinire il muretto con due corsi di tegole piane con i giunti sfalsati. Sopra di esse devi poi fissare una lista di normali mattoni da coronamento. In questo caso, devi lasciar sporgere le tegole dalle facce del muretto. Sopra la parte che fuoriesce, stendi la malta, avendo cura di inclinarla verso il basso, in modo da allontanare l’ acqua piovana.

Come Modellare la Creta

Vi piacerebbe cominciare a modellare qualcosa di semplice con le vostre mani? Ecco un modo semplice per iniziare, basta avere della creta e tanta buona volontà!

La tecnica della creta è probabilmente una delle prime usate fin dall’antichità, pesiamo ad esempio alla grande quantità di vasellame ritrovato nelle antiche città.
Si tratta di una tecnica semplice.

La modellazione con la creta è diffusa soprattutto perchè dalle sculture di creta si ricavano sculture in altri materiali, come il bronzo, il gesso e la cera.

L’argilla si lavora grosso modo con un mini tornio, con le stecche e con le mirette. Le stecche sono dei bastoncini di legno di varie dimensioni che alle estremità terminano con varie forme.
Le mirette sono costituite di un manico di legno rotondo ma alle estremità il fil di ferro termina a forme di triangolo. Esse servono per eliminare l’eccesso di creta e scavare.

Per eseguire un’opera di dimensioni un pò importanti bisogna premunirsi precedentemente costruendo un’armatura di legno e fil di ferro che sostenga la nostra forma di creta.

Mentre si modella la creta è necessario mantenerla sempre umida in modo da favorire la modellazione con le mani. Se la lavorazione deve essere fatta a più riprese alla fine di ogni fase bisogna coprire la scultura con stracci umidi e una busta di plastica. Per far rimanere la creta umida e malleabile.

Quando l’opera sarà terminata allora si provvederà a farla seccare all’aria senza esporla al sole o a una fonte di calore perché si potrebbe spaccare( a me purtroppo è successo!).

Una volta asciutta e secca, dentro e fuori, la scultura si sfilerà dall’armatura e la si farà cuocere in un forno speciale (quello dove cuociono i mattoni) e al termine della cottura si vedrà il mutamento del colore che sarà diventato rossiccio.