Come Riconoscere i Cipridi

Questa famiglia comprende più di mille specie di esemplari. Non ha una collocazione geografica ben precisa e i suoi esponenti sono diffusi in tutto il mondo. Infatti, i ciprinidi sono in grado di vivere e proliferare in quasi tutti gli ambienti acquatici, cosa che li rende molto adattabili alle diverse condizioni che vengono riprodotte in acquario.

La loro forma varia molto in base all’ambinete di provenienza: possono avere una forma snella o abbastanza tozza. In generale hanno una forma simmetrica tradizionale, mentre la loro particolarità risiede nel fatto che posseggono sette pinne: due paia e tre singole. Sono anche dotati di una sorta di dentatura collocata nella faringe che riesce a tritare il cibo prima che arrivi all’intestino. Gli esponenti di questa famiglia sono diffusissimi in acquariofilia, e sempre disponibili nei negozi specializzati: l’esempio classico è rappresentato dal pesce domestico per eccellenza, ovvero il pesce rosso che viene allevato tranquillamente in acqua fredda.

Gli esemplari tropicali invece sono rappresentati da Barbi che occupano la zona di semifondo dell’acquario, i Dani, che essendo molto vivaci preferiscono le acque superficiali, e infine le Rasbore che occupano quasi tutte le zone della vasca e amano muoversi in branchi numerosi.
Dal punto di vista riproduttivo, non è sempre semplice osservare il ciclo completo in acquario: comunque, tutti i Ciprinidi disperdono le uova e non praticano le cure parentali.

Come Riparare Pavimento in Cemento

In un pavimento di cemento le crepe sono in genere superficiali. Se disponete di sabbia e cemento utilizzati precedentemente ma ancora in buone condizioni, potete usarli per ottenere una miscela di malta. Se non ne avete, comprate un sacco di malta miscelata a secco, da mescolare con acqua.

Occorrente
Attrezzatura necessaria
Spazzola e paletta per la spazzatura
Guanti da lavoro
Occhiali di protezione
Mazzetta
Scalpello a freddo
Pennellino
Secchio
Cazzuola
Listello di legno (se necessario)
Materiali
PVA
Cemento e sabbia o malta miscelata a secco

Per ispezionare il danno, eliminate lo sporco e i detriti con una spazzola. Indossando guanti, da lavoro e occhiali di protezione, usate mazzetta e scalpello a freddo per aprire la crepa formando una V rovesciata (con la punta della V sulla superficie superiore della crepa). In questo modo la malta farà presa sul cemento con maggior facilità.

Con un vecchio pennello, applicate sulla crepa uno strato di PVA, che favorirà l’adesione della malta alla superficie. Seguite le istruzioni della casa produttrice per diluire l’adesivo. Con una cazzuola mescolate una parte di cemento con tre parti di sabbia miscelata con PVA diluito (anche in questo caso, seguite le istruzioni della casa produttrice).

La miscela deve essere cremosa e densa: è meglio farla più solida che liquida. Con una cazzuola premete la malta nella crepa. Livellate con la punta della cazzuola. Lasciate asciugare tutta la notte e poi spazzolate per togliere le impurità. Se la crepa è ampia, invece di usare la cazzuola per livellare la superficie servitevi di un listello di legno, muovendolo verso di voi.

Come Risparmiare sul Riscaldamento

La spesa per il riscaldamento invernale della casa ha di sicuro un’incidenza piuttosto importante sul bilancio familiare. A parità di comodità, la sua entità può essere notevolmente contenuta adottando alcune piccole accortezze suggerite in questa guida, tutte a costo zero.

Imposta la temperatura desiderata su un valore ragionevole, ossia tale da garantirti allo stesso tempo un buon livello di confort e una spesa sostenibile (normalmente, una temperatura di 19 gradi è sufficiente allo scopo). Tieni conto che ogni grado di temperatura in più ottenuto aumenta i consumi tra il 6 e il 10 per cento.

Non coprire i caloriferi con tende, rivestimenti o mobili, tutti elementi che riducono la propagazione all’intera stanza del calore emanato e finiscono per assorbirne una gran parte a scapito del riscaldamento del resto dell’ambiente. In particolare nel caso di impianti autonomi questo comportamento incide un bel pò sui consumi.

Abbassa le tapparelle della tua casa non appena fa buio, in modo da creare una schermatura aggiuntiva rispetto al vetro che aiuta a ridurre la dispersione del calore interno verso l’esterno (del resto, tenerle ancora alzate quando fuori è ormai buio, non aumenterebbe il tuo confort con l’illuminazione naturale degli ambienti).

Non aprire le finestre quando l’impianto di riscaldamento è in funzione. La naturale circolazione dell’aria farebbe uscire all’esterno quella calda e la sostituirebbe all’interno con quella esterna più fredda, vanificando in gran parte l’azione dell’impianto di riscaldamento, che finirebbe col consumare di più.

Area la tua casa nelle ore più calde della giornata limitando il tempo di apertura delle finestre a quello strettamente necessario a ottenere un ricambio d’aria sufficiente a garantirti condizioni d’igiene e di benessere. Prolungare l’areazione comporterebbe un eccessivo raffreddamento delle stanze con conseguente maggiore necessità di riscaldamento successivo.

Nei primi giorni di funzionamento stagionale dell’impianto, fai sfiatare i caloriferi attraverso l’apposita valvola di cui sono dotati, in modo da far uscire tutta l’aria presente all’interno, la quale ostacola la circolazione dell’acqua calda, lasciandoli parzialmente freddi. Ripeti questa operazione 2-3 volte nel corso della prima settimana di funzionamento e anche successivamente, qualora ti accorgessi che qualche calorifero è solo tiepido o in parte freddo.

Quando prevedi di assentarti da casa per un pò di tempo, stacca l’impianto per evitare di riscaldare a vuoto gli ambienti. Tuttavia, se l’assenza fosse piuttosto breve, tieni presente che potrebbe essere meno dispendioso impostare l’impianto in modo da mantenere la temperatura a livelli non troppo bassi (14-15 gradi), piuttosto che farla scendere di molto (può arrivare anche a meno di 10 gradi) per poi riportarla a valori normali dopo pochi giorni.

Come Risparmiare in Casa

Purtroppo in questo periodo tutti noi ci dobbiamo abituare alla crisi adottando la strategia migliore che sarebbe sicuramente quella del risparmio. In questa guida voglio darti dei consigli che ti permetteranno di risparmiare in casa, dal punto di vista dell’energia, del riscaldamento e dell’acqua.

Per iniziare, cerca di sostituire il forno e lo scaldabagno elettrico con degli elettrodomestici a gas in modo da evitare di consumare troppa energia, come spiegato nel dettaglio in questa guida di Luca Coda. Poi ti consiglio di effettuare una buona manutenzione della caldaia magari sostituendo quella vecchia con una nuova ad alto rendimento. Cerca di introdurre nel condominio i contabilizzatori di calore che ti consentono di pagare le spese in base al calore utilizzato.

Per quanto riguarda il risparmio dell’energia ti consiglio di mettere in pratica alcuni accorgimenti, vale a dire quando esci da una stanza ricordati di spegnere la luce, e di spegnere anche gli elettrodomestici in stand-by. Mi raccomando cerca di cuocere i cibi utilizzando un calore moderato in modo da evitare la dispersione eccessiva del calore.

Per quanto riguarda il forno ti consiglio di utilizzare le temperature adeguate, di non utilizzare il grill e di aprirlo il meno possibile durante la cottura dei cibi. Per quanto riguarda la lavatrice e la lavastoviglie, cerca di utilizzare questi due elettrodomestici solo a pieno carico e cerca di non effettuare lavaggi a temperature superiori a 60 gradi.

Come Preservare i Mobili Antichi in Legno

La maggior parte di noi ha in casa mobili antichi in legno. Il valore di questi complementi d’arredo varia di molto, a seconda della fattura e dell’epoca, ma è anche spesso legato a fattori affettivi e di tradizione. Spesso questi mobili sono già stati sottoposti ad un attenta fase di restauro, ma è bene prendere piccoli accorgimenti per mantenerli in stato di salute e integrità.

Il legno è molto sensibile alle variazioni di temperatura e di umidità. Il cambiare i di queste due caratteristiche dell’ambiente, può comportare a sua volta variazioni di volume dell’essenza e quindi compromettere le caratteristiche del mobile. Per questo è bene che il luogo in cui si trova il mobile abbia una temperatura più o meno costante, sia asciutto o comunque poco umido, e sia ben aerato.

Risulta essere buona norma utilizzare una cera adatta al legno ed effettuare un trattamento sul mobile almeno una volta all’anno. La cera, oltre a pulire il legno dalle incrostazioni e dalla polvere (e quindi a renderlo più lucido), nutre il legno e dona elasticità alle fibre, in questo modo si prevengono le fessure e le lesioni che oltre ad essere antiestetiche possono compromettere la funzionalità del mobile.

Bisogna verificare con cadenza regolare che non siano presenti tarli nel legno. I tarli sono insetti che mangiano il legno, e poi ne escono lasciando piccolissimi fori che vengono definiti “di sfarfallamento”. Molti mobili antichi presentano questi forellini, in quanto è probabile che nel corso degli anni siano stati oggetto di un attacco di tarli, ma è bene verificare che non ve ne siano. Per far questo basta controllare questi forellini con una lente d’ingrandimento: se i fori sono ben definiti, con i bordi netti e puliti, allora è molto probabile che vi siano dei tarli attivi nel legno. Se invece i fori risultano avere contorni irregolari, e magari presentano depositi di povere, allora sicuramente i tarli hanno abbandonato da tempo il mobile.

Infine è bene cercare di ridurre il più possibile gli urti e i graffi, e per questo è consigliabile proteggere il mobile con un panno ed evitare di metterlo in contatto con sostanze che potrebbero macchiarlo (anche il vino, per esempio). Inoltre è buona norma oliare eventuali cerniere, il cui cattivo funzionamento potrebbe sottoporre le fibre del legno a sforzi sbagliati che potrebbero comprometterle.