Interruttore Magnetotermico che non Interviene – Cosa Fare

Qualche giorno fa stavo seguendo una dialogo tra due persone e una di queste due non riusciva a spiegarsi perchè pur avendo messo involontariamente in cortocircuito due cavi elettrici sotto tensione, non fosse intervenuto il magnetotermico.

L’amico a quel punto sentendo la sua storia, cercava di aiutarlo a trovare una spiegazione a ciò che era successo, con motivazioni anche plausibili, quando ad un certo punto il primo interlocutore lo interruppe dicendogli che aveva successivamente, con una forbice da elettricista, provato a fare nuovamente cortocircuito, questa volta volontariamente, per vedere se il magnetotermico sarebbe intervenuto.

L’amico chiese dunque quale era stato l’esito e si sentì rispondere che dopo qualche scintilla, l’interruttore magnetotermico era intervenuto normalmente, anche se aveva ancora dei dubbi sul perchè la prima volta ciò non era accaduto.

Il ragazzo che spiegava questo avvenimento ,so che di mestiere fa l’elettricista, ma adesso so anche che è una persona molto incauta perchè anche se è vero che un magnetotermico, come qualcuno potrebbe sostenere, viene messo per proteggere dai cortocircuiti, io sostengo sempre che provocare volontariamente un cortocircuito per vedere se il magnetotermico interviene, è da incoscienti.

A me personalmente è successo in un paio di occasioni di trovarmi a lavorare con persone alle prime armi che proprio nel dubbio di verificare questa cosa avevano messo in corto i cavi elettrici in tensione e il risultato fu che il magnetotermico prese fuoco, creando panico e scompiglio nell’area circostante, con inoltre il rischio per l’incauto elettricista di prendersi anche una bella scossa (chissa che in tal caso non fosse rinsavito!!).

Per testare gli apparecchi di protezione ci sono sistemi più sicuri e affidabili, ma MAI, MAI, MAI usare la tecnica di mettere in corto i cavi di alimentazione di una presa, di una lampada ecc.. per testare l’organo di protezione, magnetotermico o differenziale che sia, può essere molto pericoloso sia per la propria che per l’altrui incolumità.

Come Presentare un Libro

Per coloro che hanno nel cassetto un romanzo o una storia che vorrebbero vedere pubblicata. Non basta avere a disposizione una buona storia per trovare un editore disposto a investirci tempo e denaro, bisogna sapere anche vendere il proprio “prodotto”.

Per essere letti bisogna farsi leggere.
Voi vi fermereste a leggere un mucchio di fogli non rilegati, scritti con un carattere troppo piccolo o confuso?
Quando entrate in una libreria cosa vi colpisce di più?
Non importa se le vostre bozze le scrivete a mano, se le ricopiate con quella vecchia macchina da scrivere trovata in un mercatino dell’usato, la copia finale, quella che dovranno leggere gli addetti ai lavori deve essere scritta al computer ed eventualmente fornita anche su supporto magnetico.

I principali programmi di scrittura dispongono anche di stili preconfezionati utili per dare a tutto il testo la stessa forma.
Utilizzate un carattere chiaro (Times Roman o Arial) e una dimensione carattere leggibile (12 pt è perfetto).
L’impaginazione del testo dovrebbe essere giustificata. I numeri pagina sono molto importanti così come i margini.

La pag. 1 é solitamente la copertina e deve contenere Titolo e nome dell’autore.
Sulla pag. 2 inserire tutti i vostri riferimenti (nome e cognome, indirizzo, tel., mail).
Nel caso di racconti o capitoli titolati sarebbe opportuno un sommario che si troverà a pag. 3 o in fondo al testo.
La storia vera e propria inizia da pag. 5.
La penultima pagina lasciatela bianca e nell’ultima inserite una breve sinossi e se volete una biografia, come se fosse un libro finito.

Stampate il tutto e rilegatelo.
Il testo è pronto per essere spedito.

Come Pavimentare il Vialetto con i Ciotoli

Ci sono tre tipi di ciotoli che potremo raccogliere per ottenere dei buoni risultati nei disegni: quelli rotondi, quelli ovoidi, o a forma di uovo, e quelli a forma ovale ma piatti. La scelta del loro colore è molto importante: infatti, accoppiando i ciotoli non solo secondo la forma ma soprattutto secondo le loro varie tonalità, la nostra pavimentazione potrà avere un effetto mosaico di grande impatto per il nostro giardino. I ciotoli potranno essere raccolti sulle spiagge, nei letti dei fiumi e dei torrenti (sarebbe meglio evitare di farlo per medie o grandi quantità: sareste partecipi di un dissesto idrogeologico!), lungo i pendii ghiaiosi oppure nei campi. Naturalmente, se dobbiamo pavimentare un’area molto estesa o non abbiamo il tempo per raccogliere i vari ciotoli, è possibile acquistarli presso i rivenditori di materiali edili.

Occorrente
Assi di legno
Chiodi
Stabilizzato
Calcestruzzo a secco
Ciotoli

La prima cosa da fare è quella di suddividere e selezionare la varie forme e colori dei ciotoli, in modo da averli a portata di mano durante la posa. Se desideri creare delle forme quadrate o rettangolari, componi un’intelaiatura in legno della misura del disegno che hai in mente e della profondità massima di 3 cm. I ciotoli possono essere posati in opera su un sottofondo di sabbia di fiume o sotto un letto di malta e cemento. Ti consiglio di montarli a cemento, per il semplice motivo che il risultato sarà più solido ed a mio giudizio più bello. SUGGERIMENTO: Se decidi per la malta di cemento, potrai usare delle miscele già pronte in piccoli sacchetti, a cui dovrai solo aggiungere acqua dopo la posa dei ciotoli, in modo da raggiungere la consistenza appropriata. Una volta scavata l’area della profondità di 20 cm. nella zona interessata alla pavimentazione, livellala leggermente, inclinando verso il prato o verso il pozzetto di raccolta delle acque piovane. Riempi quest’area con circa 10 cm. di stabilizzato o altri materiali aridi, spiana e comprimi il materiale scelto con un rullo o vibratore pesante.

Copri il sottofondo con uno strato livellato di calcestruzzo a secco (senza acqua) dello spessore di 5 cm. circa. Copri però solo l’area che riuscirai a completare in quella giornata lavorativa, in modo da evitare che un’eventuale pioggia possa far indurire l’area non ancora terminata. Usando la forma in legno, posa i ciotoli, premendoli per circa 1/3 della loro profondità nello strato di malta, e livellali con una tavola in legno. Puoi creare dei disegni predefiniti o un modello dettato dalla tua fantasia. Una volta completata un’area sufficientemente estesa, irrora la superficie con acqua, in modo che il calcestruzzo inizi a fare presa e diventi tutt’uno con i ciotoli. Il lavoro va fatto nei mesi estivi, in modo da evitare che la neve o il ghiaccio possa creare delle fessure sulla pavimentazione.

Se non ci fidiamo del tempo, copriamo l’area con dei teli di sacchi bagnati, in modo da evitare che la pioggia cada sulla malta ancora fresca. Quando la pavimentazione è ben asciutta (almeno 10 giorni), spazzoliamola con una soluzione di acido muriatico, per rimuovere le macchie di cemento o le gocce di malta dai ciotoli. Laviamo poi il tutto con abbondante acqua e spazzolando con una vecchia scopa, per non far rovinare il cemento dall’acido. Ecco realizzata la vostra bellissima pavimentazione.

Come Preparare Barchette al Gorgonzola

Vuoi stupire i tuoi ospiti con un antipasto davvero gradevole e sfizioso? Bene, hai trovato la guida che fa per te! Si tratta di barchette al gorgonzola, per la preparazione occorrono 20 minuti e non necessitano di cottura. Gli ingredienti indicati sono per 4 persone.

Occorrente
12 barchette di pasta brisèe già pronte
100 gr di gorgonzola dolce
80 gr di burro
2 cucchiai di Marsala
2 cucchiai colmi di panna montata
1/2 cucchiaino di cipolla finemente tritata
Paprica

Come prima cosa, lascia ammorbidire il burro a temperatura ambiente, poi taglialo a pezzetti, mettilo in una terrina e lavoralo utilizzando una frusta, montandolo bene. Adesso passa due volte il gorgonzola al setaccio, quindi uniscilo al burro insieme alla cipolla, al Marsala e ad un pizzico di paprica.

A questo punto mescola bene il tutto e poi incorpora con delicatezza al composto la panna che avrai precedentemente montata. Quindi riempi con questo composto una siringa per dolci e, premendo con la mano, fanne uscire una quantità sufficiente a guarnire, una alla volta, le barchette di pasta brisèe.

Fai in modo di riempire le barchette solo poco prima di servirle e conservale in un luogo fresco, ma non in frigorifero altrimenti la farcitura si seccherebbe, fino al momento di portare in tavola. Ti consiglio di accompagnare questo antipasto con un vino bianco di Sicilia, tipo: Contea di Sclafani Chardonnay.

Come Pavimentare con Mattoni Autobloccanti

Disponibili in varie forme da accostare per comporre disegni con fantasia e creatività senza bisogno di rivolgersi a un artigiano specializzato, i mattoni autobloccanti sono un tipo di pavimentazione robusto e duraturo, nonché facilissimo da posare. Si possono rivestire anche prati e superfici curvilinee. I blocchetti si posano direttamente sulla sabbia, senza bisogno di leganti, in modo semplice.

Occorrente
Materiali:
Mattoni autobloccanti
Calcestruzzo (se necessario)
Sabbia
Strumenti:
Staggia e livella
Mazzuolo
Scopa

Dopo avere preparato un sottofondo in ghiaia, come per la comune posa di elementi non murati, spianate accuratamente l’ultimo livello di sabbia. A questo punto dovete realizzare il cordolo di contenimento (volendo, lo potete fare con mattoni prefabbricati di forma speciale oppure con il calcestruzzo).

Tutto intorno all’area da pavimentare, alto almeno una decina di centimetri rispetto al suolo stesso.
Partendo dal cordolo, posate gli elementi facendo bene attenzione che combacino perfettamente. Potete facilitare la collocazione picchiettando i mattoni con il manico del mazzuolo. Segui il procedimento.

Una volta terminata la posa, ricoprite tutta l’area di sabbia fine e spazzatela lentamente perché la sabbia, penetrando nelle fessure, contribuisca a migliorare il bloccaggio. Infine posate delle assi sul piano pavimentato e battete con un mazzuolo per migliorare il livellamento. Se un mattone “zoppica” toglietelo e ricollocatelo.