Come Evitare di Rovinare Capelli con la Piastra

Siete delle patite della piastra e amate i capelli lisci e senza nemmeno una piega, ma a lungo andare i capelli si sfibrano, perdono consistenza e si spezzano. Se amate i capelli lunghi questo particolare potrebbe essere un problema.

Il primo consiglio che vi posso dare è di evitare la piastra troppe volte alla settimana o, addirittura, troppe volte al giorno. Se potete evitate per una settimana intera di utilizzarla e vedrete già un miglioramento. Risulta poi essere importante utilizzare solo dispositivi di qualità. Per scegliere quello giusto è possibile vedere questo sito sulla piastra per capelli.

Al posto della piastra potete usare spazzola e phon, evitando però un contatto troppo ravvicinato tra capelli e asciugacapelli, in quanto il calore di questo può danneggiarli e bruciarli più della piastra.

Lavate sempre i capelli con dello shampoo ricostituente e applicate del balsamo rigenerante in modo che la secchezza dovuta alla piastra vada mano a mano a migliorare. Anche se i capelli vengono comunque danneggiati.

In commercio esistono numerosi shampoo per la prevenzione dagli effetti collaterali da piastra. Ricercate le marche migliori per voi o rivolgetevi al vostro parrucchiere o commerciante di fiducia. Gli shampoo appositi aiutano i capelli a non sfibrarsi e ad effettuare una copertura contro il calore della piastra.

Una maschera per capelli fatta una volta a settimana o ogni due settimane aiuta i capelli a non diventare secchi e sfibrati dando vitalità alla fibra capillare facendola diventare lucente e morbida. Non utilizzando la maschera il capello potrebbe non risultare mai veramente ricostituito.

Usando troppo frequentemente la piastra incorrete nel rischio di avere sempre doppie punte e di non permettere al vostro capello di crescere in maniera sana. Infatti le doppie punte e capelli non sani non aiutano la ricrescita rallentandola.

Andate dal vostro parrucchiere almeno una volta al mese e fatevi eliminare le doppie punte, trascurarle può portare a tagli drastici in futuro per cercare di recuperare la vostra chioma. Eliminare le doppie punte è importante.

Se non volete recarvi troppo spesso dal vostro parrucchiere potete eliminare da sole le doppie punte comprando un paio di forbici adatte allo scopo, alla fine non si tratta di un taglio ma di un aggiustamento.

Non lavate troppo spesso i capelli. Questi sono già indeboliti dall”uso frequente della piastra, degli shampoo frequenti li ridurranno all’osso facendone aumentare la caduta, sfibrandoli troppo e favorendo lo spezzamento.

Quando potete evitate la piastra. I capelli sono una parte importante per la bellezza della persona, ne riflettono la cura del corpo e il benessere generale. Non trascurateli e curateli come si deve.

Come Migliorare l’Aria in Casa con le Piante

Chi considera il verde in casa come qualcosa di superfluo, sbaglia di grosso.
Le piante non solo possono arredare una stanza spoglia ma contribuiscono anche a mantenere più salubri gli ambienti.

Le piante, oltre ad assorbire il monossido di carbonio ed il fumo delle sigarette, riducono la concentrazione delle particelle di altri gas che possono essere dannosi alla nostra salute aiutandoci a respirare meglio.

Ecco le più efficaci da questo punto di vista
Falangio, miseria, filodendro, dracena, palmetta, spatifilio, tronchetto della felicità, yucca, fico beniamino.
Per migliorare l’aria delle nostre case bastano due o tre esemplari.

Se poi avete un balcone pieno di piante e la cattiva stagione rischia di rovinarle, prima di tutto riunitele e addossatele al muro in modo da proteggerle meglio e dopo ricopritele con un foglio di plastica robusta trasparente fissato in alto sulla parete con dei chiodini e rimboccato con attenzione sotto i vasi.

Se nonostante l’utilizzo delle piante si hanno ancora problemi di aria secca, è possibile utilizzare un umidificatore per migliorare la qualità.
Si tratta di semplici dispositivi che rilasciano vapore all’interno dell’ambiente, eliminando i problemi dovuti all’aria secca.

Come Preparare Budino di Zucca

La zucca è un ortaggio dalle molte risorse e dai molti utilizzi. Risulta essere indubbiamente uno dei simboli dell’autunno, grazie ai suoi colori caldi.

Questa ricetta è adatta a tutti quelli che apprezzano la zucca e che vogliono provare qualcosa di nuovo.
Per cui vi consigliamo di provare il budino di zucca.

Ingredienti
500 gr di zucca gialla
150 gr di farina OO
500 ml di latte
250 ml di acqua
4 arance
100 gr di miele
1 uovo

Preparazione
Pulite la zucca e ricavatene la polpa. Mettetela in una pentola con poca acqua e fatela cuocere fino a quando risulterà essere morbida e facile da schiacciare.
Togliete dal fuoco, prendete il pimer e riducete la zucca in purea.

A parte, in una ciotola, setacciate la farina, unite una tazzina di latte e mescolate avendo cura di non far creare grumi. Aggiungete il resto del latte, che avrete precedentemente unito all’acqua, poco alla volta fino a terminarlo.
Mettete ora nuovamente sul fuoco e mescolate di continuo, a fiamma bassa, fino a quando il composto non si sarà addensato.
Spegnete la fiamma e lasciate intiepidire da parte. Nel frattempo lavate accuratamente le arance, grattate la scorza di una sola di loro e spremete il succo di tutte e 4.
Unite quindi la purea di zucca e la scorza dell’arancia al composto e mescolate con cura. Quindi unite anche il succo delle arance.

In una ciotola sbattete bene l’uovo ed unitelo poi alla crema, mescolate bene e rimettere sul fuoco, senza mai smettere di mescolare. La crema deve addensarsi completamente.
Una volta che questo sarà avvenuto, togliete dal fuoco, unite il miele continuando a mescolare fino a quando sarà del tutto incorporato.
Versate ora la crema in degli stampini precedentemente bagnati e, una volta intiepiditi, poneteli coperti in frigorifero per qualche ora fino a quando si saranno addensati e sarà giunto il momento di consumarli.
Potete servire i budini di zucca accompagnandoli a dei biscotti, del cioccolato fuso oppure a del caramello.

Come Preparare la Caipirinha

La Caipirinha è un cocktail originario del Brasile e viene preparato con lime, zucchero di canna, Cachaca e ghiaccio tritato.
Il suo nome deriva dal diminutivo della parola portoghese caipira, che vuol dire semplice, umile.
Gli abitanti delle campagne del Brasile, paese in cui la Caipirinha è servita in tutti i locali, vengono chiamati in questo modo.
La Caipirinha è uno dei 50 drink più famosi e bevuti nel mondo.
Ecco la ricetta per preparare questo dissetante cocktail.

Ingredienti:
50 ml di Cachaca (distillato della canna da zucchero)
Mezzo lime
4 cucchiaini di zucchero di canna
ghiaccio tritato a volontà

Preparazione
Tagliate il lime a quadretti e ponetelo in un bicchiere capiente tipo tumbler.
Aggiungete lo zucchero di canna schiacciandolo con un pestello. Spremete il lime ed amalgametelo con lo zucchero.

Tritate grossolanamente del ghiaccio, meglio se lo spaccate con un punteruolo, e riempite il bicchiere.
Versatevi quindi sopra la Cachaca e mescolate con un cucchiaino da cocktail.
Aggiungete due cannucce corte, una fettina di lime e gustate la vostra squisita Caipirinha.

Come Scegliere un’Asciugatrice per Casa

Se in inverno non piovesse, in Italia non ci sarebbe un gran bisogno di asciugatrici. Il nostro clima, infatti, non è terribile come quello di certi paesi nordici in cui il numero di giornate di pioggia supera di gran lunga quello delle giornate asciutte non parliamo poi di quelle di sole.

Da noi è abbastanza raro che piova in modo continuativo, e d’altra parte possiamo contare su una quantità di giornate di sole durante primavera, estate e autunno, difficilmente eguagliabile in Europa: solo Grecia e Spagna ci sono vicine! E allora, perché l’asciugatrice? In realtà questo elettrodomestico, chiamato anche “asciugabiancheria” o “dryer” dall’inglese dry = asciugare, serve più come “aiuto” nella gestione familiare e non è, in termini assoluti, indispensabile.

Ma per chi si trova ad avere una famiglia numerosa, con due o più figli, magari piccoli (che sporcano molto) o magari grandi (che vogliono cambiarsi ogni tre volte al giorno), l’asciugatrice può davvero fare la differenza. Quando vi sia una grande mole di panni da lavare – e di conseguenza da asciugare – non è possibile, non è umano, passare ore riempiendo e svuotando la lavatrice e stendendo i panni, sempre col terrore che una pioggia improvvisa possa rovinarci una giornata di lavoro.

In questo senso l’asciugatrice è senz’altro molto utile: asciuga i panni e li mette in condizione di essere stirati senza ulteriori passaggi. Grande risparmio di energie proprie e di preoccupazioni!

Per chi vive fuori dalle città l’asciugatura all’aperto, cioè quella tradizionale, ha indubbiamente molti vantaggi: primo, e più importante, non costa niente. L’aria esterna fa tutto senza bisogno di aiuti, e forse buona parte di noi conosce il profumo della biancheria stesa ad asciugare al sole: ecco, il sole…. Se c’è il sole bisogna però stare attenti che questo non scolorisca i panni – cosa altamente probabile -, e quando c’è rischio di pioggia si deve sempre stare sul chi vive, pronti a portare in casa i panni asciutti o tutto lo stendibiancheria se sono ancora bagnati. In questo caso l’unica soluzione è l’asciugatura interna all’abitazione, probabilmente stendendo i panni sui termosifoni se siamo in una stagione fredda e umida. E così facendo immettiamo nell’ambiente umidità che va a dare fastidio a mobili e muri.

Per chi vive in città, il problema di asciugare all’aperto è anche e soprattutto un problema di inquinamento: lo smog, gli scarichi delle auto, i cattivi odori della città rischiano di impregnare la biancheria. E per quanto questa esca pulita dalla lavatrice, ti accorgerai che stendendola fuori non resterà pulita a lungo. Un vero peccato, non ti pare?

Per questo motivo l’asciugatrice sta avendo sempre più successo anche tra gli italiani: elimina le ansie e il lavoro legato alla asciugatura all’esterno e al tempo stesso garantisce un bucato più pulito e profumato. In pratica permette di avere una migliore qualità della vita, anche se con un minimo prezzo da pagare…
L’asciugatrice è un elettrodomestico con le stesse dimensioni di una lavatrice, tanto che spesso le può venire sovrapposta . Di solito le misure sono 60 x 60 x 85 h, ma a volte si può trovare anche con larghezza ridotta a 45 cm (salvaspazio). Il carico può essere frontale con oblò (tipo lavatrice) o dall’alto, e in quest’ultimo caso sarà meglio non metterla sopra la lavatrice, altrimenti non potremo raggiungere bene l’apertura. L’asciugatrice è in pratica costituita da un cestello, che ruota in modo alternato in modo da non rovinare la biancheria, in cui viene immessa aria – presa dall’esterno – riscaldata a mezzo pompa di calore o serpentina.

Anche se il secondo sistema è tuttora il più usato, il primo prevede un risparmio energetico notevole: e trattandosi di un elettrodomestico piuttosto “costoso”, da questo punto di vista, il lato del risparmio va sempre tenuto sotto controllo. Ancora più economiche nel consumo sono le asciugatrici a gas, che però pur essendo molto usate nel nord Europa, da noi ancora non sfondano. Sono apparecchi che costano più di quelli elettrici ma il costo ad asciugatura le rende davvero molto convenienti, tanto da convincere chi le possiede a usarle anche durante l’estate: perché è difficile rinunciare alle comodità!

Secondo il sistema usato per eliminare l’umidità, le asciugatrici si dividono in due gruppi. Da una parte ci quelle “a condensazione”, dove l’aria umida viene o emessa nell’ambiente (non consigliabile nel caso di ambienti troppo piccoli, che possono saturarsi) o raffreddata attraverso un condensatore. In questo caso può essere trasformata in acqua che finisce o in un contenitore apposito, da dove può essere buttata via o riutilizzata per il ferro da stiro, per esempio, perché senza calcare, o scaricata all’esterno per mezzo di un tubo tipo lavatrice.

Nel secondo gruppo ci sono le asciugatrici dette “a ventilazione”, che scaricano l’aria umida direttamente all’esterno, di solito per mezzo di un tubo dal diametro abbastanza grande (8-10 cm)… un po’ come succede per una caldaia.

L’asciugatrice migliore? Quella che ti piace di più!
Dal meno costoso al più costoso, la scelta come sai dipenderà solo da te, ma tieni presente anche quello che ti ho suggerito nel paragrafo precedente. Ho anche scelto modelli con peso di carico diverso in modo da adattarsi alle esigenze di ogni tipo di famiglia.

Ma diamo un’occhiata più da vicino

Rex Asciugatrice RDC2086PDW
Classica asciugabiancheria a serpentina e a condensazione, di classe energetica B con oblò sul davanti per un peso massimo di carico in cotone di 8 kg. Possibilità di partenza ritardata, misure 60 x 60 x 80 cm. Un buon prodotto per chi, come già spiegato, non ha bisogno di asciugare a macchina tutto l’anno ma limita l’utilizzo ai mesi più piovosi e freddi. Prezzo limitato, intorno ai 350 Euro, ma buona garanzia data dal nome.

Whirlpool AZA-HP7004 Asciugatrice
Asciugatrice a pompa di calore, e infatti il prezzo sale… di un bel po’! Dimensioni praticamente standard, 62 x 60 x 85 cm per 7 Kg di carico. Classe energetica A+ con timer e tecnologia sesto senso: dato il carico e il tipo di biancheria (cotone, sintetico, lana ecc), è la stessa asciugatrice a decidere il programma migliore e il più economico. Prezzo intorno ai 550 Euro, un buon prezzo di partenza per le asciugabiancheria a pompa di calore. Prodotto indicato per chi non vuole spendere troppo per l’acquisto e ha una lavatrice non enorme.

Hotpoint Ariston TCD 833 6H/Z1
Dimensioni come sempre quasi standard, 59 x 62 x 85, per questa dryer a pompa di calore e condensazione, con serbatoio acqua di ben 5 litri. Elettronica, quadro comandi con display LCD, 8 Kg di biancheria in cotone come carico massimo, 31 programmi e tre livelli automatici di asciugatura. Ma che te ne fai di 31 programmi? Pensa a quanti programmi usi per la lavatrice… non sono sempre i soliti 4 o 5, quando ne usi tanti? Potevano investire meno in programmi e più in altre cose… Sistema antipiega (ma non è che funzioni un granché), apertura completa oblò a 180° e classe energetica A per questa buona asciugabiancheria di prezzo medio: circa 580 Euro. Un prodotto di fascia media per chi non desidera spendere uno sproposito ma, al contrario, vorrebbe che l’uso di una asciugabiancheria non si vedesse troppo in bolletta: è infatti una buona, onesta classe A…. vera!

Bosch WTW86269IT
Un’asciugabiancheria col supercarico di 9 Kg, misure 63,6 x 59,7 x 84,2, da prendere in considerazione solo se hai una lavatrice altrettanto sovradimensionata o se si desiderano funzionalità aggiuntive, altrimenti rischieresti di usarla sempre a mezzo servizio o quasi. Classe energetica A++ con pompa di calore, ovviamente, e condensatore autopulente grazie al quale l’efficienza e i bassi consumi vengono garantiti per tutta la vita dell’asciugabiancheria. Cestello sensitive che permette un’asciugatura perfetta in ogni punto mantenendo però i panni morbidi. Display LCD con discreta varietà di programmi: giusta, direi, né troppi né troppo pochi. Poco rumorosa. Programmi di durata un po’ più lunga della media: il cotone a pieno carico dura due ore, troppo! E il prezzo risente di tutto quanto: si va sui 900 euro.

Miele T8861
Considerata quasi da tutti la migliore asciugatrice del mercato, almeno al momento. Dimensioni 60 x 60 x 85 cm, 8 Kg di cotone per il pieno carico insieme ad una classe A+ con una serie di accessori che la rendono davvero “speciale”. E in più la garanzia del nome Miele, che non è uno scherzo. Giusta quantità e scelta di programmi, display con visualizzazione del tempo rimanente, ottima efficacia nell’asciugatura e anche nell’uniformità di questa, cosa molto importante per poter riporre la biancheria subito dopo… ma attenzione che la biancheria non sarà molto “liscia” comunque. Semplicità d’uso, programmi non troppo lunghi ma un prezzo, a mio avviso, davvero un po’ troppo alto: intorno ai 1200 euro. Prima di averla ammortizzata, ne passerà del tempo. Anche se il consumo è effettivamente basso.

Per dettagli su altri modelli, è possibile vedere questo sito sull’asciugatrice.

Asciugatrice e consumi: alcuni accorgimenti per limitare i costi
Il consumo dipende molto dal modello, dall’alimentazione e dal tipo di “riscaldatore” usato. Nel caso delle asciugatrici classe A a pompa di calore i consumi possono andare da 1 a 3 kW, mentre quelle a serpentina possono arrivare a 4 kW e anche di più. Caso diverso per quelle a gas… Alcune aziende affermano che per asciugare un pieno carico di biancheria in 50 minuti il costo è di circa 20 centesimi: cosa probabilissima, considerando che il costo del gas è comunque inferiore rispetto a quello dell’elettricità.

Chiaramente il costo “di esercizio” di un’asciugatrice dipende anche dal carico che sarà in grado di accettare: si passa dai 5 Kg per le asciugatrici più piccole fino ai 9 Kg di quelle più grandi se parliamo di cotone, mentre per il sintetico il carico consentito è sempre molto inferiore, di solito sui 3,5 Kg per i modelli con maggiore capacità.

Ma risparmiare si può , se si vuole. L’importante è stare attenti ad alcune cose.

Controllare la classe di consumo dell’asciugabiancheria prima dell’acquisto, cercando di scegliere una “classe A” o A+ o A++… più + ci sono, meglio è.
Scegliere un’asciugatrice che abbia esattamente lo stesso “carico” di una lavatrice: le due devono essere del tutto complementari, altrimenti addio vantaggi!
Centrifugare al massimo la biancheria lavata, in modo da eliminare più acqua possibile dai capi.
Fare asciugature a cestello pieno, o al limite selezionare l’opzione “mezzo carico”.
Selezionare il programma più adatto alla biancheria da asciugare: questo impedirà di effettuare programmi lunghi quando non ce ne sia effettivamente bisogno.
Se in possesso di tariffa elettrica bioraria, far partire l’asciugatrice durante la notte (vi sono anche modelli programmabili con timer).
Asciugatrici elettriche o a gas?
Posto che quelle elettriche sono di gran lunga le più reperibili sul mercato italiano, presenti in una varietà di modelli, prezzi, sistemi di asciugatura e varietà di programmi, è bene distinguere con attenzione le asciugatrici elettriche a serpentina da quelle a pompa di calore, anche se ambedue hanno il grande vantaggio di poter essere collegate alla rete elettrica e messe direttamente in funzione, senza altri problemi (almeno nei tipi in cui l’acqua estratta finisca nel contenitore apposito).

Asciugatrici elettriche a serpentina o a resistenza elettrica
Il calore per l’asciugatura della biancheria viene fornito da una serpentina azionata ad elettricità. Tale calore viene poi spinto nel cestello da una ventola. La resistenza in questo caso è sulla parte posteriore dell’asciugatrice ed è avvolta e isolata con materiale in grado di trattenere il calore prodotto, che poi viene spinto dalla ventola nell’interno dell’asciugatrice. L’aria umida viene quindi estratta, condensata in acqua e depositata in un apposito contenitore o scaricata fuori per mezzo di un tubo. Questo tipo di asciugatrici, a causa del loro consumo più alto, dai 4 ai 4,5 kW/h, sono di solito in classe B o C.

Asciugatrici elettriche a pompa di calore
I componenti interni sono diversi da quelli del tipo precedente e molto più complessi. In pratica si tratta di un sistema simile a quello di un frigorifero o di un condizionatore, solo impostato per emettere calore invece che freddo. Quindi ci sarà un circuito frigorifero e un motore. Quasi sempre in classe A e con consumi che variano da 1 a 3 kW/h, sono ormai le più vendute a causa del risparmio energetico. Costano però un po’ di più e, secondo il modello, potrebbero aver bisogno di uno scarico acqua all’esterno, simile a quello della lavatrice, o di un’uscita vapore tipo quella di una caldaia.

Asciugatrici a gas
Più costosa delle asciugatrici elettriche, ma assolutamente più economica come costi di gestione, è l’asciugatrice a gas o a metano, con la quale si possono ridurre i consumi fino al 70% e anche – conseguentemente – l’impatto ambientale. Costituita da un impianto molto simile a quello dell’asciugatrice elettrica a serpentina, se non fosse che qui il riscaldamento viene provocato dal bruciatore a gas, questo tipo di elettrodomestico è dotato anche di una ventola per il raffreddamento in modo da mantenere costante la temperatura desiderata. In questo caso il riscaldamento dell’aria viene ottenuto più rapidamente che nei modelli elettrici e i cicli di asciugatura possono durare molto meno tempo. Un altro vantaggio è costituito dalla diversa modalità di asciugatura, che fa sì che la biancheria sia molto meno rigida e stazzonata: con un’asciugatrice a gas normalmente i panni saranno più morbidi e soffici e non ci saranno problemi per la stiratura successiva. Uno dei grossi svantaggi è invece che, come per tutti gli elettrodomestici a gas (termoconvettore, caldaia ecc), anche questo avrà bisogno di allaccio al gas e di predisposizione per lo scarico fumi.

Qualche considerazione sulla lavasciuga
Sarebbe un prodotto perfetto per chi ha bisogno di un’asciugatrice, perché coniuga in un solo elettrodomestico sia la funzione “lavatrice” che quella “asciugatrice”. Ma sfortunatamente ha diversi lati negativi… e per questo ne consiglio l’acquisto solo a chi veramente non può più fare a meno di un’asciugatrice e, contemporaneamente, desidera cambiare la vecchia lavatrice. Ecco, in questo caso sì, è una buona scelta. Ma solo in questo caso! Perché la lavasciuga è un elettrodomestico che fa il lavoro di due, ma non lo fa altrettanto bene, anche se è la scelta giusta per i pigri perché non dovranno neppure porsi il problema di dover passare la biancheria lavata nell’asciugatrice… visto che c’è già!

I modelli attualmente sul mercato sono assolutamente accattivanti e interessanti, ma di solito hanno una differenza di un chilo tra il carico come lavatrice e quello come asciugabiancheria, il che pone un’interessante domanda: se uno mette a lavare 9 Kg di biancheria ma poi ne può asciugare 8, che fa del chilo di differenza? Alla fine c’è il rischio di mettere a lavare sempre un chilo meno di quanto possibile, perché tanto si sa benissimo che per la fase di asciugatura non può andare bene il carico completo. E la classe energetica è diversa, tra la funzione “lavatrice” e quella “asciugatrice”: di solito molto più alta la prima della seconda.

Ecco, diciamo che le lavasciuga sono ancora in una fase di studio: interessanti come concetto, ma hanno ancora bisogno di tanto approfondimento. E poi pensiamoci bene: fa un doppio lavoro, no? Quindi l’usura sarà doppia!

Quali sono i prezzi?
Ormai sul mercato sono disponibili modelli con svariate caratteristiche e prezzi diversissimi tra loro. La scelta è dell’acquirente, perché le opzioni saranno di solito tra un prezzo iniziale maggiore e un minore costo “d’esercizio” e un costo d’acquisto inferiore ma con spese maggiori per l’uso giornaliero. Questo perché le asciugatrici elettriche a pompa di calore sono in effetti più costose (hanno un motore tipo condizionatore) ma quasi sempre sono in classe A, mentre quelle a serpentina, tuttora molto presenti sul mercato, sono più semplici come apparecchiatura e quindi costano meno, ma per consumi decisamente più alti.

Le asciugatrici a gas sono tuttora abbastanza care perché non hanno ancora fatto breccia nel mercato: ma è ipotizzabile che presto diventino il modello di punta di molte aziende, vista la crisi energetica.

Quindi, le asciugatrici elettriche a serpentina possono avere prezzi che variano dai 300 ai 600 euro, mentre quelle a pompa di calore andranno dai 500 ai 1500 euro. Per le asciugabiancheria a gas, difficilmente si riesce a trovare qualcosa sotto i 1000 euro, ma non ho inserito alcuna “dryer” a gas perché sul mercato italiano i modelli attualmente sono molto pochi, di marche sconosciute e perciò poco sicuri anche da un punto di vista della garanzia prodotto. Avendo le riserve che ho sulle asciugatrici a gas – pochi modelli e marche sconosciute – mi sembra che l’idea di spenderci oltre 1000 euro sia da folli. Ma sinceramente anche spendere più di 1000 euro in un’asciugabiancheria elettrica mi sembra un tantino esagerato… visto che ci sono apparecchi che fanno la stessa cosa per molto meno! Come ho detto, tutto dipende dalle TUE esigenze.
Dove vivi?
Se la zona in cui abiti ti permette di asciugare all’aperto per buona parte dell’anno, hai due scelte, secondo la mole di panni da lavare/asciugare: a) non comprare l’asciugatrice se sei da sola, se siete in due o in generale i panni da lavare e asciugare non sono troppi. b) comprare un’asciugatrice anche a serpentina, dal prezzo basso: tanto non ci sarà bisogno di usarla molto e il costo delle asciugature alla fine inciderà poco sulla tua bolletta.

Quanto spazio hai?
Se non hai assolutamente spazio ma hai bisogno di asciugare, meglio la lavasciuga: costa di più e avrà probabilmente una vita inferiore rispetto a quella di due elettrodomestici separati, ma si fa di necessità virtù! Se invece hai spazio in abbondanza, allora l’asciugatrice a pompa di calore – da posizionare accanto alla lavatrice ma anche sopra, sempre che abbia la carica frontale – è la scelta giusta: sempre che veramente tu non possa stendere all’esterno.

Quanti componenti ha la tua famiglia?
Se siete in 4 o più, e indipendentemente dal luogo in cui vivi, probabilmente l’asciugatrice ti toglierà un sacco di problemi e ti permetterà una qualità di vita migliore. Se al momento non ce l’hai è facile che tu passi buona parte dei tuoi giorni lavando, stendendo fuori (o dentro, o sui radiatori!) e stirando. Bella vita!

Quanto puoi spendere?
Alla fine, tutto si riduce a questo. Se il tuo budget è limitato, speriamo che siano limitati anche i tuoi panni e compra una asciugabiancheria a serpentina: costa molto meno, ma usandola con moderazione e solo quando è realmente necessario l’ammortamento sarà comunque rapido e la bolletta non salirà di molto. Se invece puoi spendere un po’ di più, cerca di orientarti sui dryer a pompa di calore, che consumano molto meno e ti permetteranno di usarli con più “larghezza”… perché è certo che dopo aver iniziato a usare l’asciugatrice, sarà difficile tornare indietro: è troppo comoda! Se poi non hai problemi di soldi, compra il meglio: le asciugatrici elettroniche più moderne “sentono” il tipo di biancheria e il grado di umidità e adattano il programma di conseguenza, con grande risparmio di tempo e denaro.

Conclusione
Il miglior acquisto? Secondo me non c’è… perché tutte sono ottime, ma tutto dipende da quello che vuoi TU!!! Infatti anche la più economica Rex può essere un ottimo investimento, se solo intendiamo usarla quando effettivamente ci serve e non di più. E la Miele è davvero meravigliosa e fa quello che promette, ma potrebbe essere un acquisto troppo “troppo” per alcuni, che magari non riusciranno ad ammortizzare il costo d’acquisto.

Ma una cosa è certa: qualunque sarà quella che comprerai, sappi che una buona asciugabiancheria – come sono quelle che ti segnalo qui – ti cambierà davvero la vita, soprattutto sei stai in zone fredde e umide. Non c’è niente di più frustrante che lavare i panni e non sapere come fare ad asciugarli! Con una dryer adatta al tuo caso avrai risolto questo genere di problemi!